Microstoria


Un’intervista

IL TEMPO LIBERO E IL FASCISMO

La signorina Giannattasio, fino a pochi anni fa docente di educazione fisica, ci riceve nella palestra del Convitto Nazionale per concederci quest’intervista. È una donna in avanti con gli anni, ma nei suoi occhi si legge una certa vivacità e una grande gioia e voglia di vivere.

D: Signorina a che età ha cominciato la sua attività di insegnante?

R: Ho cominciato a 19 anni. Allora, durante il fascismo, le attività motorie erano in auge, in quanto era importante la forza e la prestanza fisica.

Foto 1: Attività sportive durante il regime (Archivio privato Celestino Genovese)

Foto 1: Attività sportive durante il regime (Archivio privato Celestino Genovese)

D: Che ruolo aveva nell’ambito sportivo della provincia?

R: Ero capo sezione della provincia; mi occupavo delle ragazze da preparare per i giochi di Roma.

D: Con che criterio venivano scelte le ragazze?

R: Noi andavamo all’alba nei paesi della provincia e con strumenti rudimentali e la corsa sceglievamo le ragazze più dotate, che venivano ad Avellino per uno stage nella palestra del Convitto e alloggiavano qui su dei letti forniti dalla provincia. Tutti i giorni andavano a mangiare alla “Rosetta”, un ristorante in Vicolo Giardinetto. Restavano qui per sette giorni e le più brave venivano con noi a Roma per le gare.

D: Secondo lei lo facevano con piacere o perché costrette?

R: No, sono sempre venute con grande piacere!

Foto 2: Campionati nazionali (Archivio privato Celestino Genovese)

Foto 2: Campionati nazionali (Archivio privato Celestino Genovese)

D: In che consisteva il sabato fascista?

R: Nel sabato fascista si effettuavano attività sportive ma anche culturali; di solito vi partecipavano maggiormente casalinghe, colf, donne adulte che io attendevo di sabato sin dalle 8:30 del mattino per l’attività fisica. Il mio gruppo, Fricchione, era infatti composto da sole donne.

D: Come erano organizzate le attività?

R: Venivano organizzati dei Ludi Iuveniles, non solo per lo sport, ma anche per altre branche culturali: recitazione, pittura, letteratura. Si facevano prima delle selezioni in loco e poi a Roma. I più bravi ricevevano diplomi e medaglie. Nella GIL (Gioventù Italiana Littoria) di Avellino c’era un medico fisso a disposizione di chiunque ne avesse bisogno; nella sala inferiore del palazzo si svolgevano molte attività tra cui la scherma e il fioretto. Anche il cinema era molto amato; venivano proiettati tantissimi film dalle ore 15:00 nel cinema Eliseo.

Foto 3: Eliminatoria zonale (Archivio privato Celestino Genovese)

Foto 3: Eliminatoria zonale (Archivio privato Celestino Genovese)

D: Oltre allo sport, come era impiegato il tempo libero?

R: Ci piaceva molto anche il teatro; ad esempio a Piazza Libertà c’era un teatro stabile presso Palazzo Sarchiola e a Piazza Garibaldi, nella scuola “Regina Margherita”, Carro dei Tespi il cui gruppo di attori era una compagnia lirica.
A scuola poi di pomeriggio si facevano attività sportive e culturali. Amavamo molto anche il canto ma naturalmente, da parte mia, ho sempre preferito lo sport!

La signorina deve andarsene: ci saluta molto affettuosamente e, come se fosse una ragazzina, balza dalla sedia per raggiungere la macchina che la riporterà a casa!

Foto 4: Una gita a Caposele (Archivio privato Celestino Genovese).

Foto 4: Una gita a Caposele (Archivio privato Celestino Genovese).

 

(tratto dal cdrom “Dalla microstoria alla macrostoria” realizzato con la collaborazione di docenti e allievi – Anno 2001).